“Noi per Cesano Cesano per Noi
 
Pedemontana Attività clicca sul titolo per entrare nella sezione prescelta
 
 Audizione in Regione Lombardia Commissione Ambiente e Territorio 19.09.2013
 Comunicato stampa 05.02.2011
 Lettera da Pedemontana a  C.A.L. 05.02.2011
 Atto di intervento ad Adiuvandum 03.12.2010
 Ricorso Pedemontana 16.03.2010
 Ricorso Pedemontana Sintesi 16.03.2010
 Osservazioni che abbiamo presentato su Pedemontana 17.06.2009
 Documenti alle autorità competenti per la proposta 'B2 Veloce' 15.12.2008
 Petizione a sostegno della proposta 'B2 Veloce' tratta Desio-Meda
 della autostrada Pedemontana
25.11.2008

LE  NOSTRE  ATTIVITA’  SU  PEDEMONTANA

Dal Novembre 2008, dopo le prime informazioni sulle evoluzioni del progetto Pedemontana, abbiamo voluto unirci ad altre associazioni e  comitati del territorio per meglio comprendere il tema forse più importante che Cesano si troverà ad affrontare nei prossimi anni.

Da subito abbiamo condiviso il convincimento che il passaggio di Pedemontana in Cesano avrebbe comunque costituito innanzitutto un grave errore trasportistico, in quanto, oltre ai pesantissimi impatti ambientali, l’eliminazione della Superstrada Milano-Meda e il suo “inglobamento” in Pedemontana avrebbe privato i nostri comuni dell’arteria fondamentale per i collegamenti locali e con Milano. Le modifiche progettuali introdotte nei mesi scorsi dalla Regione, che hanno stravolto il progetto preliminare previsto interrato portandolo in rilevato, ci hanno ulteriormente convinto della necessità di approfondire i temi legati all’impatto che Pedemontana avrà sul nostro territorio. Questa scelta non è nata da scelte localistiche di rifiuto a priori di un’infrastruttura sul nostro territorio, ma proprio dalla considerazione che un’opera come Pedemontana deve essere progettata e valutata attraverso criteri di funzionalità e razionalità  validi a scala regionale.

Abbiamo assistito con sbigottimento e crescente incredulità al balletto dei progetti, ai cambiamenti repentini, senza motivazioni tecniche, delle varianti, a gallerie che nascevano e subito morivano, a improbabili progetti di colline di mitigazione, di strade di arroccamento che cambiavano da un giorno all’altro. Abbiamo registrato l’assenza di una seria politica locale di attenzione per il nostro territorio e il nostro ambiente.

Nel 2008 abbiamo deciso di organizzare una campagna di raccolta firme a sostegno della variante di tracciato conosciuta come B2 Veloce, raccogliendone in poche settimane oltre 4.000, poi presentate ufficialmente a Comune, Provincia e Regione. Nel frattempo Regione Lombardia, comprimendo i tempi istituzionali previsti, aveva annunciato che l’alternativa di tracciato, senza nessun approfondimento progettuale, doveva ritenersi  “non praticabile”  per motivazioni essenzialmente politico/amministrative.

La successiva delibera del Consiglio Comunale del 26 Gennaio 2009, contraddicendo  impegni in precedenza assunti dagli amministratori, ha sancito l’accettazione per Cesano di un progetto ancora tutto da definire, dove l’unica certezza è il passaggio, non più in galleria, ma parte a raso e parte in rilevato, di un’autostrada che per dimensioni e caratteristiche risulta del tutto simile alla tratta Milano-Bologna dell’Autostrada del Sole o al recentissimo Passante di Mestre. Accettazione che risulta ancor più incredibile dal momento che nelle premesse della determina si evidenziava come “questa nuova soluzione esclude l’interramento con la conseguenza di uno sconvolgimento ambientale e danni gravissimi per la qualità della vita dei cittadini”.     A fronte di queste posizioni abbiamo ritenuto comunque indispensabile continuare, pur con i limitatissimi mezzi a nostra disposizione, nella richiesta di approfondimento del tracciato di Pedemontana e dei relativi impatti ambientali, proprio nel generale interesse di tutto il territorio e di tutte le popolazioni coinvolte. Nel Giugno 2009 abbiamo così ufficialmente presentato al CIPE e a tutti gli Enti interessati una corposa serie di osservazioni che prendevano in esame l’insufficiente attenzione posta nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e nella mancata analisi tecnica delle possibili alternative di tracciato nella tratta B2. Oggi, a fronte dell’imminente pubblicazione delle osservazioni e delle prescrizioni del CIPE che rendono ancora più difficoltosa la progettazione e la costruzione della tratta di Pedemontana sui nostri territori, vogliamo continuare a mantenere viva l’attenzione su quello che, a nostro avviso, rappresenta un gravissimo pericolo per la qualità della vita nel nostro già martoriato territorio.

Assieme ad altre due associazioni locali, le “Cives” di Seveso e Bovisio, pubblicamente  presentate assieme per la prima volta nella serata del 12 Dicembre 2009  a Cesano nella Sala consigliare, abbiamo iniziato a lavorare assieme mossi dalle comuni premesse costitutive, dal momento che le nostre associazioni nascono  proprio per la difesa del territorio e la salvaguardia degli spazi liberi rimasti in quest’area che ha ormai raggiunto livelli di saturazione edilizia e stradale ai massimi livelli nazionali.

Premettiamo che non abbiamo soluzioni precostituite, ma abbiamo una convinzione ben radicata: che su Pedemontana non possiamo permetterci un progetto sbagliato, improvvisato e figlio di compromessi e accordi politici: il nostro territorio, pressoché privo di spazi ancora liberi, non potrà avere una seconda possibilità. Con Pedemontana, con questa Pedemontana, ci giocheremo l’ultima possibilità di migliorare o peggiorare radicalmente  la nostra qualità di vita.

Di tutte le normative citate sul tema vogliamo sottolinearne una, contenuta nelle disposizioni preliminari del D.lgs. 190/2002, che indicano come “la progettazione debba avere come fine fondamentale la realizzazione di un intervento di qualità e tecnicamente valido, nel rispetto del miglior rapporto fra i benefici e i costi globali di costruzione, manutenzione e gestione..” (art. 15). Tale elemento deve essere verificato sin dalle prime fasi progettuali, posto che la relazione illustrativa del progetto preliminare deve fornire “i chiarimenti atti a dimostrare la rispondenza del progetto alle finalità di intervento, il rispetto del prescritto livello qualitativo, dei conseguenti costi e dei benefici attesi” (art. 26).

Nulla di ciò è a nostro parere rinvenibile nella documentazione relativa al progetto approvato, dove  non sono stati considerati:

¨      l’impatto complessivo del progetto sull’ambiente, anche in ordine ai livelli di qualità finale del progetto e del territorio circostante;

¨      né gli effetti indiretti del nuovo tratto stradale, con particolare riferimento alla sua capacità di “attirare” futuri insediamenti residenziali, commerciali ed industriali, e quindi di generare traffico aggiuntivo rispetto a quello attuale.

Ci siamo soprattutto resi conto, leggendo i progetti finora elaborati,  dell’assurdità delle scelte tecniche compiute senza valutare con attenzione gli aspetti ambientali. Ricordiamo che il progetto di Pedemontana prevede, sul tracciato dell’attuale Superstrada, una sezione a tre corsie per senso di marcia più corsia di emergenza: lo abbiamo ripetuto più volte, ma lo sottolineiamo ancora: non è, come spesso sentiamo dire, la Milano Meda un po’ allargata: è la stessa sezione del nuovo Passante di Mestre, per chi lo conosce, oppure della Milano Bologna. E’ l’autostrada del Sole messa tra le case delle nostre cittadine! E’ un’aberrazione tecnica, che è riconosciuta tale non solo da noi.

Riportiamo alcuni passaggi tratti da documenti ufficiali, che evidenziano le nostre perplessità, a cominciare dall’andamento locale del tracciato a “collo d’oca” che provenendo da est (Desio) scende bruscamente a sud (Bovisio Masciago) con un raccordo a 270°per connettersi all’attuale tracciato di Superstrada e risale poi verso nord è una evidente aberrazione progettuale, oltre che un affronto al buon senso, evidenziando visivamente l’irragionevolezza della scelta di tracciato e rafforzando la sua inaccettabilità anche dal punto di vista prettamente trasportistico.

Inoltre il sovrapporre poi, unificandoli nella stessa sezione stradale, gli attuali flussi della Superstrada a quelli previsti per Pedemontana costituisce un’evidente assurdità tecnico/trasportistica, così come recentemente riconosciuto dagli stessi Enti gestori:

“Unire i flussi nord-sud ed est-ovest - secondo la delibera di giunta provinciale 445/09 del 18 maggio 2009 - comporta infatti “gravi problemi irrisolti di traffico”. Le analisi del traffico sviluppate dalla Provincia confermano che nel tratto fra Cesano e Lentate il sistema Pedemontano va in crisi perché qui si sovrappongono i carichi di traffico della  Milano-Meda con i carichi aggiuntivi della nuova autostrada”.

Il recente deliberato della Provincia prosegue poi evidenziando come «La grave congestione che caratterizzerà fin dal suo nascere questa tratta dell’autostrada   determinerà il rischio del dilagare del traffico sulla viabilità ordinaria con riflessi negativi sulla funzionalità della rete locale e del sistema territoriale».

La stessa Regione Lombardia nella delibera N.17643/2004, nella quale rendeva il parere sul progetto preliminare consegnato dalla concessionaria, scriveva al punto 2.3: “le analisi di traffico effettuate dalla Regione mostrano l’inadeguatezza della soluzione proposta (soluzione della concessionaria che prevedeva il solo potenziamento di Superstrada a 3 corsie più emergenza da Meda a Bovisio Masciago, come oggi previsto dal progetto definitivo) che determina una sovrapposizione di flussi di traffico gerarchicamente e direzionalmente differenti con conseguenti condizioni di deflusso non accettabili”. E ancora al punto 2.4.2 affermava: “Il parziale potenziamento della Milano-Meda non risolve i problemi di deflusso ma anzi produce effetti di congestione sulla viabilità locale in conseguenza della chiusura di alcuni svincoli attualmente presenti sulla Superstrada”.

Vanno poi evidenziati i forti problemi di inquinamento atmosferico causati dal traffico costituito dalla somma di quello di Pedemontana e di Superstrada a poche decine di metri da numerosissime abitazioni, impatto pubblicamente definito “non mitigabile” dallo stesso direttore generale di Pedemontana durante l’incontro con le associazioni locali tenuto a Cesano Maderno il 20 gennaio 2009 presso la sala Giunta del Municipio.

Si tratta di affermazioni che arrivano dagli stessi Enti che oggi hanno condiviso e approvato questo progetto. Sono affermazioni che abbiamo riportato nelle nostre osservazioni presentate  e protocollate  a tutti gli Enti nello scorso Giugno, e che ci hanno portato oggi, con pacatezza ma con convinzione e determinazione, a presentare un ricorso al Tar del Lazio contro la delibera CIPE che nel Marzo scorso ha approvato il progetto definitivo di Pedemontana, e al quale rimandiamo per la comprensione delle motivazioni alla base delle nostre crediamo più che legittime perplessità.